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27 giugno 2010

quando le cose sembrano troppo belle per essere vere di solito non lo sono.

Non voglio essere cinica... ma per quanto mi sforzi sembra sempre che i fatti diano ragione al vecchio adagio. Salta fuori che mio padre non ha nessuna intenzione di comprarmi casa. 
Lui dice che ho capito male io dall'inizio. 
Io dico che lui c'ha ripensato. 
Mia madre è incline a teorie cospiratorie del tipo che mio padre ha messo su tutta sta scena per convincere mia madre a comprarmi lei casa. Mia madre è pazza. 
Al che le ho risposto che a sentire lei mio padre è responsabile di tutti i mali del mondo e colpevole anche dell'omicidio di JFK, al che lei mi ha risposto che lo ha sempre pensato. 
Insomma fatto sta mio padre dice che avevo capito male. Lui non ha nessuna intenzione di comprarmi casa. Voleva solo trovarmi una casa in affitto più vicina al centro usando i suoi contatti molto "introdotti".
Non ho bisogno dei suoi contatti molto introdotti per trovarmi una casa in affitto più vicina al centro. Che pensa che vivo in una catapecchia in Culonia? il ruolo della piccola fiammiferaia non mi si addice. 

A fine telefonata mi ha concesso un "e ora mi dispiace che sei rimasta delusa!"; gli volevo rispondere "non preoccuparti sono 31 anni che mi deludi, ormai non fa più notizia" ma mi sono limitata a  un "non è per la casa che sono delusa, ma è stato bello passare un paio di settimane sapendo che per la prima volta in vita mia avevi detto 'non preoccuparti, ci pensa papà'"
Ed è la verità. Non è per la casa. anche se ammetto che mi avrebbe fatto piacere e comodo. ma era il chiudere gli occhi per la prima volta e sapere cosa si prova ad avere un padre semi normale che si prende cura di te. 
Ho aperto gli occhi ora e ho capito che no, non mi è dato sapere cosa si prova. 
Tolstoj in Anna Karenina dice "Tutte le famiglie felici sono uguali. Mentre ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.




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19 giugno 2010

Non preoccuparti, ci pensa papà

Per la prima volta nella mia vita è bello lasciare che qualcuno si prenda cura di me. 

Per la prima volta da quando sono nata mi sono sentita dire da mio padre "Non preoccuparti, ci pensa papà".
Ad alcuni queste cinque parole possono sembrare abbastanza banali, ma per me non è cosa da poco considerando il fatto che ho aspettato 31 anni per sentirmele dire. Sono andata in shock. Mi ci sono voluti alcuni giorni per metabolizzare l'informazione.
All'inizio mi è presa un'ansia non indifferente. Semplicemente perchè non sono abituata e allora quando qualcosa non ci è familiare, anche se è ottima per noi e ci semplifica la vita, rischia di gettarci nel panico. Almeno per un po'. Io che sono abituata a fare da me. Io che sono sempre stata abituata a risolvermi i problemi da sola, perchè altrimenti rimanevano problemi. Io che avevo rinunciato a comprarmi casa per problemi economici e diciamo logistico-amministrativi mi sono sentita dire "non preoccuparti, ci pensa papà". Io che ho fatto della mia indipendenza una bandiera. A momenti mi prende un colpo. 
E poi ho pensato "perchè no?". Era tempo. Me lo merito. Me lo merito di abbandonarmi e lasciare che qualcuno si prenda cura di me. Non troppo. Non per sempre. Solo per un po'. Che per una volta la vita sia un po' più semplice. Chiudere gli occhi e lasciare che qualcuno mi porti in braccio solo per un tratto del viaggio. Che male c'è? Non è per sempre. Solo per un po'. Solo per un po' mentre mi riposo. 
Ci sono voluti 31 anni. Ma se posso chiudere gli occhi e lasciarlo fare... va bene così. 


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13 giugno 2010

é tempo!

E' tempo di perdonare te stessa. Per quello che è successo. Se il suo amore fosse stato puro avrebbe aspettato. O meglio se lui fosse stata davvero la persona per te avreste trovato il modo per stare insieme. Legge di natura.

Perdona e vai avanti. Che senso ha? Non è la persona che ti può rendere felice. Altrimenti il modo per essere felici insieme lo avreste trovato. Come può una persona che non ti ama essere la persona per te? 
Per questo ti devi perdonare. Perchè non hai fatto nulla di male. Non hai sbagliato. Non hai nulla di cui accusarti. Non è la persona che ti può amare per sempre. E' tempo di lasciare andare. Di smetterla di flagellarti. Riscopriti speciale. Amati. 




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12 giugno 2010

La notte che il mio cuore è morto

Non sarà mai la storia d'amore che vorrei vivere. C'è troppo dolore che vorrei riuscire a dimenticare. Troppo a lungo ho forzato un volontario intorpidimento sul mio cuore per farlo smettere di sentire così da poter sopravvivere senza soffrire troppo. Intorpidita. Così mi sentivo. Il mio cuore era intorpidito. Non sentivo niente. Il mio cuore non accelerava più. Ridevo e piangevo. Ma non tremavo, fremevo o vibravo. Tu me ne hai tolto la possibilità. Mi hai chiesto troppe volte di non sentire troppo. Di non esprimere troppo. Di zittire le mie emozioni. E io, invece di dirti che ero fatta così e che non volevo cambiare, ho cercato di diventare altro per te affinchè tu potessi amarmi. Ho cercato di cambiare così intensamente da desiderare di non desiderarti più, da desiderare di non amarti più. Tanto era il dolore. In quel momento l'intorpidimento e l'apatia mi sembravano più invitanti del vedere i miei sentimenti disprezzati dalla tua indifferenza. 

Intorpidimento.
Atrofia.
Apatia.

La notte che mi sono ferita e graffiata per non sentire il dolore che mi stavi infliggendo con il tuo non-amarmi è stata la notte che il mio cuore è morto. 






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9 giugno 2010

Ispirazione!?!?! Non leggete questo post inutile.

Ispirazione? Dove sei? Sono mesi che non scrivo qualcosa di decente. Mi devo forzare. Provare. Provare. Provare. Provare. Provare. Fissare il vuoto. Prima o poi arriverà qualcosa. Di intelligente. Da scrivere. Ma anche no.

Leggo tanto. Ma la cosa mi distrae. E' il mio lavoro. Come potrei fare altrimenti? E poi di cosa dovrei scrivere? Di cosa vale la pena scrivere? Cosa posso scrivere che valga la pena essere letto? Per questo ammiro gli scrittori. Hanno qualcosa in più degli altri che gli fanno superare quell'ultimo gradino e cominciare a scrivere. Mettere su carta o schermo quello che hanno dentro.

E poi gente come me decide se quello che hanno scritto può entrare nei giardini della letteratura. Gente come me! Siete fortunati. Davvero fortunati. No no no non posso dubitare di me stessa ora. Proprio ora no!

Ispirazione! Azione! Parole a vanvera. Teorie che si perdono. Per questo senza Stitch sono una persona peggiore. Perchè senza di lui si riduce notevolmente il numero di persone che nutre il mio pensiero. Ritornare a essere me stessa. Ritornare a esprimermi. Spero di non aver dimenticato come farlo. Perchè mi sono fidata di chi mi diceva che dovevo cambiare per essere amata?
Quante cose ho da raccontare. Un Collage. Secondo me fare un collage. Aiuterebbe. Scusate questo post assurdo.


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10 maggio 2010

Perplessa

C'è questa persona che conosco ... o meglio che credevo di conoscere. Eravamo compagni di scuola alle elementari. Mia madre era amica dei suoi genitori. Per qualche anno abbiamo frequentato lo stesso gruppo scout quando eravamo piccoli. Spesso mia madre mi parcheggiava a casa sua quando doveva lavorare visto che la sua mamma aveva orari più regolari. Poi siamo cresciuti e abbiamo cominciato a vederci sempre più di rado. Scuole diverse. Giri diversi. Università diverse. Interessi diversi. Per lui: macchine, motorini, discoteche, vestiti, palestra, ubriacature. Per me: libri, cinema, teatro, danza, viaggi.

Ci vedevamo ogni tanto per una birra. Soprattutto dopo che mi sono trasferita a Londra. A volte quando tornavo a casa ci vedevamo per una chiacchiera. Ed era sempre gentile e affettuoso, scherzando su come se fossi stata a Roma (o lui a Londra) mi avrebbe corteggiato visto che ero la sua donna ideale. Non essendo lui il mio tipo non l'ho mai preso sul serio.

Lo scorso Natale abbiamo passato un po' più di tempo insieme visto che aveva finalmente deciso di trasferirsi a Londra e aveva bisogno del mio aiuto e supporto sia logistico che spirituale. Le telefonate si sono moltiplicate raggiungendo cadenza quotidiana. Doveva trovare casa: gli ho trovato casa. Doveva trovare lavoro, non gli ho trovato lavoro, ma ho ascoltato telefonate infinite al ritmo di "oddio non troverò mai lavoro, sono sfigato, etc". L'ho sostenuto quando tutti i suoi amici e la sua famiglia cercavano di smontarlo dicendo "ma che cazzo fai, ma 'ndo cazzo vai, ma tanto lavoro nu lo trovi... etc". Tutto condito da "Oddio Fede come farei senza di te, come farei?"

Fino a quando un sabato sera gli ho detto che volevo uscire ma che i miei amici erano tutti impegnati in altre cose e perchè non mi portava fuori con lui e i suoi amici? Risposta sua: "sì vabbè ma devi porta' le amiche tue perchè io sto con i miei amici." o_O Non sapevo di dover fare la pappona per poter uscire con lui. Ci sono rimasta male. Gliel'ho fatto presente. Non è servito. Alla fine quella sera ho preferito la compagnia di Cecilia e la sorella di Cecilia. E bene ho fatto.

Dopodichè ci siamo sentiti un altro paio di volte fino a quando non mi ha detto che Urrà! aveva trovato lavoro e che mi voleva portare fuori a festeggiare. "Come no!" Ho detto io. Non l'ho più sentito. Fino a quando mi chiama Venerdi perchè sua madre e sua sorella sono a Londra e perchè non vieni a cena con noi Sabato sera? Sai che c'è? Ho risposto Chiedi scusa a tua madre da parte mia, ma non ho tanta voglia di vederti. Vorrei un comportamento diverso dai miei amici. Risposta: Ma sei fuori?

No, non sto fuori ma non mi piace essere usata dalle persone. Forse esagero, ma cosa posso farci se non mi sento a mio agio con i cialtroni che si riempiono la bocca di belle parole? Non sarebbe meglio non parlare e agire solamente? Forse lo faccio anche io però!


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9 maggio 2010

Nigella Lawson finalmente in Italia

Finalmente. Dopo due anni di tribolazioni finalmente esce in Italia il libro di Nigella Lawson How To Be A Domestic Goddess pubblicato ora da Luxury Books con il titolo Delizie Divine.
Questa notizia e' di un'importanza fondamentale per la sottoscritta: lavoro per l'agente letterario di Nigella Lawson a Londra. Mi occupo dei diritti di traduzione e quando sono arrivata in azienda ne ho fatto la mia missione personale. Fare conoscere ai miei compaesani la meraviglia e il talento di Ms Lawson. Finalmente il risultato dei miei sforzi vede la luce.
Lei e' una leggenda nel resto del mondo. Ha pubblicato libri di ricette e di cucina che hanno venduto milioni di copie dall'America all'Australia, dal Brasile alla Polonia, dalla Scandinavia alla Spagna al Portogallo. Ma gli editori italiani l'hanno sempre guardata con un certo scetticismo e sufficienza. Come osa una britannica venirci a insegnare di cucina a noi... in Italia?!?!
Finalmente un editore Italiano si e' reso conto che quando hai talento e carisma non importa di dove sei. Nigella non ha solo talento ma una vera bruciante passione per il cibo. Ho provato e riprovato le sue ricette che sono una celebrazione del piacere di cucinare e di mangiare. Non vi dovete fidare di me. Fate una ricerca su google o andate a leggere il link. Lei e' semplicemente meravigliosa e merita di essere conosciuta anche in Italia.


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22 aprile 2010

Filosofeggiando

Alcune parole mi girano in testa da qualche giorno.
"Idealista": secondo lo Zingarelli "chi crede in un ideale e tende alla sua realizzazione" cioè chi crede in qualcosa e si comporta di conseguenza.
"Ideale"s.m.. Questa la seconda definizione: "modello di assoluta perfezione in cui l'uomo crede e al quale tende per realizzarlo e conquistarlo; terza definizione: "aspirazione di natura morale spec. in contrapposizione agli interessi materiali".
Questa definizione di Ideale non mi soddisfa interamente ma per ora me la faccio bastare. Non mi convince che un ideale sia sempre in contrapposizione agli interessi materiali; ci puo' essere un punto di convivenza tra aspirazioni di natura morale e interessi materiali, una cosa non esclude e preclude l'altra. Anzi. Le aspirazioni di natura morale sono idee astratte, concetti non tangibili che non solo definiscono comportamenti che hanno tutto a che fare con il mondo fisico e materiale, ma danno forma e definizione agli interessi materiali.
Gli ideali danno forma alle nostre azioni. O almeno dovrebbero.

In genere consideriamo idealista colui crede nella giustizia o nella pace, nella bellezza o nell'arte, nella natura e nella sua preservazione, nella protezione del più debole, chi crede nell'amicizia o in concetti come lealtà, dignità, onore... Avete fatto caso che la gente tende a definire come idealisti tutti coloro che si danno delle regole, che non si comportano per convenienza e opportunismo, insomma tutti quelli che... non fanno come cazzo gli pare.
Secondo me gli idealisti sono coloro che vivono il mondo e la vita secondo come dovrebbe essere e non com'è. Hanno un ideale di come loro, la vita e il mondo dovrebbero essere e si comportano di conseguenza. E' una tensione continua. Un ideale regolativo nel senso Kantiano. L'ideale per definizione non può essere raggiunto ma questo non scoraggia gli idealisti dalla tensione costante, fallimentare ma non per questo meno reale.
Il mio amico Simone definisce idealista come "una persona che adegua i suoi comportamenti ad alcune sue opinioni ben radicate, anche quando cio' diventa non conveniente"

Riflettevo su tutte le volte che mia madre scuotendo la testa ha detto:
"Povera te, sei un'idealista proprio come me. Sara' meglio per te se cambi subito se vuoi avere una possibilità di essere Felice in questo mondo."
Non sono d'accordo come d'altronde non lo sono con il novanta per cento delle cose che dice mia madre ma questo è un altro discorso. Non sono d'accordo perché dubito di poter essere Felice passando la mia vita cercando di essere diversa essere diversa da quel che sono.
Fino a quando avevo Stitch accanto lui mi controbilanciava. Era l'Aristotele del mio Platone. Mi faceva pensare all'affresco di Raffaello, "La Scuola d'Atene" nei Musei Vaticani. Aristotele e Platone a braccetto, uno che indica la terra e l'altro che punta verso il cielo. Ecco io e Stitch eravamo così e ora che si è allontanato da me mi sento come una mongolfiera che ha perso il suo ancoraggio a terra e vaga per i cieli.
Forse è questo a cui si riferisce Francesca quando dice che tra me e Stitch c'è un filo che non si può spezzare. Non so se questo sia vero so solo che se è vero in questo momento il filo che ci unisce che mi ancora al suolo e molto molto lungo al punto da essere inesistente. Ammesso e non concesso che io sia un'idealista è semplicemente quello che sono e allora è quello che voglio essere.
Tra le altre cose credo nella natura, nell'umanità, nella capacità creativa dell'essere umano, nella sua animalità e nella sua ragione. Credo nella compatibilità tra istinto e ragione. Credo nel fare la cosa giusta e credo che fare la cosa giusta soddisferà sempre il nostro istinto e la nostra ragione.
Quando facciamo qualcosa che va contro i nostri principi e i nostri ideali sperimentiamo uno stato di dissonanza cognitiva. Forse possiamo definire integrità come la mancanza di dissonanza cognitiva.
In questo caso lo Zingarelli non mi viene in aiuto; infatti definisce Integrità come completezza
oppure lo equivale a onestà, probità e rettitudine, il che non mi soddisfa interamente. C'è un sottile slittamento semantico tra il significato di Integrity in inglese e la traduzione italiana: Integrità.
Integrity è più vicino a quel che intendo. Io definisco Integrità come qualità propria di persona i cui
comportamenti sono integrali con i suoi ideali.
L'Integrità è su un gradino più su rispetto alla coerenza. L'Integrità come aderenza tra comportamenti (mori) e principi.
Credo, e forse è questo che mi frega, che i comportamenti dovrebbero essere basati sui nostri ideali e non il contrario.

O forse sto solo dicendo una marea di stupidaggini.

             


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3 aprile 2010

Lettera a me stessa.

Mia adorata,
avrei dovuto scrivere questa lettera tempo fa. Ma per un motivo o per un altro ho sempre rimandato forse perche' mai prima d'ora mi ero resa conto quanto questa lettera fosse necessaria e importante.
Mi dispiace di averti deluso e di aver mancato al mio compito in un'occasione cosi' importante. Di non avere avuto la forza e il coraggio per fare quello che era giusto fare per il tuo benessere.

Quando ho rifiutato la sua corte non ho considerato le conseguenze che questo avrebbe avuto sul tuo futuro e sulla tua felicita'. Ho ignorato l'importanza dello scegliere una persona che ti amasse e che ti rispettasse. Ho messo da parte tutte i miei parametri di cio' che e' giusto e di cio' che e' sbagliato e mi sono persa dietro altre chimere. Nella mia stupidita' ho scelto una persona fluida, priva di integrita', sfuggente solo perche' era cio' che io e te avevamo sempre conosciuto. Qualcosa di tristemente familiare. 
Per colpa mia ti ritrovi ora con la perfetta consapevolezza di aver perso l'occasione della tua vita. So quanto lui ti piacesse. Le sensazioni che ti regalava. La pace. I sogni. Spero che un giorno riuscirai a perdonare questo mio errore di stupidita'. Cosi' infantile. Cosi' ovvio. Sono stata cieca. Ho ignorato un sentimento integro e onesto semplicemente perche'? Perche' ero disillusa. Perche' non credevo di poter essere amata o meglio perche' non credevo che quel tipo di amore potesse esistere per te. "Se pensi che quel tipo di (non)amore e' tutto cio' che esiste, quel tipo di (non)amore e' tutto cio' che vedrai"

Per questo  posso dare la colpa solo a me stessa. Ma credimi questi ultimi mesi mi sono serviti per capire la stupidita' del mio errore. Anche se lui non dovesse mai tornare da te mi rimane comunque la consapevolezza di aver imparato la lezione. So quello che e' importante. Quello che voglio per te. La qualita' fondamentale da cui non potro' mai piu' prescindere.
Penso a come diversa sarebbe la tua vita ora. Anche se non avesse funzionato... anche se vi foste lasciati dopo qualche mese o qualche anno... avresti conosciuto l'amore di una persona onesta e per bene. Affidabile. Sincronica. Ti ho privato della sua gioia e della sua allegria. In cambio ti ho regalato cinque anni di miseria e solitudine, di violenza psicologica e codipendenza. Ti ho privato della sua intelligenza. Ti ho derubato di piu' di cinque anni e di una buona parte di autostima.
Vorrei poter tornare indietro con la consapevolezza di adesso e vederti correre e rifugiarti tra le sue braccia e dirgli si mille volte si, sapendo che ti avrebbe protetto da tutto e da tutti. Che ti avebbe celebrato e amato con una devozione che avevi dimenticato. Cosa ho fatto?
Se potessi tornare indietro e rimediare al mio errore lo farei. Purtroppo tutto quello che posso fare e' scusarmi, dirti che mi dispiace con tutto il cuore e che spero riuscirai a perdonarmi. Da oggi in poi faro' sempre e sempre del mio meglio per proteggerti, celebrarti e scegliere per te solo e semplicemente persone positive che ti trattino bene e che sappiano quanto sei speciale e quanto meriti di essere amata e trattata con attenzione, integrita', cura e rispetto. Non verro' mai meno a questa promessa. Io per prima ti trattero' con amore, cura e rispetto.
Ti voglio bene.
Federica


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1 aprile 2010

Stitch

Le cose che non mi mancano di Stitch:

  1. le bugie
  2. gli abbracci di tre/quarti
  3. il suo opportunismo
  4. la mancanza di lealtà
  5. il suo provarci con le mie amiche
  6. il suo atteggiamento passivo aggressivo
  7. con lui e' vero tutto e il contrario di tutto.
  8. la sua paura di essere tradito e ferito
  9. il suo avermi tradito e ferito
  10. il suo non fidarsi di me
  11. le bugie

Le cose che mi mancano di Stitch:

  1. la sua intelligenza
  2. il senso dell'umorismo
  3. la stima che ha per me
  4. la conoscenza che ha di me e della mia anima
  5. la traduzione all'impronta di qualunque canzone rispettando perfettamente la metrica originale
  6. posso entrare in macchina e non parlare se non ne ho voglia
  7. non ho mai riso cosi' tanto
  8. quando mi chiama Piccola Himmler
  9. mi lascia mettere i piedi sul cruscotto della macchina
  10. l'effetto che ha sulle persone
  11. la sua forza dissacrante
  12. la sua versatilità: nessun argomento è troppo elevato e nessun argomento è troppo volgare
  13. la sua totale incapacità di scandalizzarsi
  14. il suo essere a tuo agio in qualunque situazione
  15. con lui potevo essere me stessa qualunque cosa questo volesse dire
  16. la sua cultura musicale
  17. la sua passione per il sushi
  18. la sua passione per la Roma


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30 marzo 2010

Sogno ricorrente che continua a ricorrere

Questo è il mio sogno ricorrente:
devo partire. So da quale aeroporto devo partire e che sono più o meno in ritardo, ma non ho la minima idea di dove sto andando.
Arrivo in aeroporto, guardo gli schermi ma non ricordo la destinazione, il numero del volo, la compagnia aerea, il numero di prenotazione o l'orario del volo. So che devo partire. So che sono in ritardo e il senso di frustrazione cresce mentre cerco disperatamente di ricordare qualcosa ma nel mio cervello c'è un vuoto imbarazzante. Non è il vuoto di chi sapeva qualcosa ma l'ha dimenticata, ma di chi non lo ha mai saputo. Pensava di saperlo ma si sbagliava.

Non è sempre lo stesso sogno. A volte cambio aeroporto. Orario di partenza. Vestiti. Compagni di viaggio. Il senso di frustrazione all'idea di stare perdendo un'occasione per andare dove devo andare è angosciante. Finisco per vagare nell'aeroporto semi deserto a un orario non ben definito, alla ricerca di qualcosa che scuota la mia memoria e mi dia delle indicazioni per ricordarmi dov'è devo andare... così magari la compagnia aerea si impietosisce e mi fa partire con il volo successivo. Ma come faccio se neanche ricordo la mia destinazione?

La scorsa notte dovevo prendere l'Eurostar per Parigi, quando l'Eurostar ancora partiva da Waterloo. Sono in orario. So dove devo andare. So a che ora parto o per lo meno viaggio con qualcuno che lo sa... arrivo al check-in e mi rendo conto con sommo orrore di aver dimenticato il passaporto a casa. So perfettamente dove si trova... a casa... in un cassetto... al sicuro.
Chiamo Roberto, il mio coinquilino. Chiamo un pony express che vada a prendere il mio passaporto e me lo porti in tempo per poter prendere il treno per Parigi. Ma abbiamo grosse difficoltà per metterci d'accordo dove incontrarci per lo scambio.
E questa volta mi trovo a vagare in un'affollatissima stazione dei treni cercando di riconoscere un pony express che non ho mai visto che mi dia il mio passaporto per poter andare a Parigi.


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28 marzo 2010

Una visione militare dell'amicizia.

Ammetto di avere una visione militare dell'amicizia. Direi quasi napoleonica. I miei amici compongono l'esercito che mi permette di affrontare la battaglia della vita. I miei amici sono il mio consiglio di guerra. E viceversa. Io faccio parte dell'esercito che permette loro di affrontare la battaglia che e' la vita. A turno siamo tutti generali e luogotenenti.
Alla fine la responsabilita' ultima risiede nelle mie scelte, la colpa della sconfitta di Waterloo e' di Napoleone non dei suoi luogotenenti, e i miei amici non possono fare altro che stare al mio fianco, supportarmi, consigliarmi, criticarmi, condividere la vittoria e consolarmi nella sconfitta. Nell'amicizia pero' come nella vita militare ci sono delle regole, un codice etico. Onesta' e lealta' sono in cima alla lista. Gli amici dei miei amici sono miei amici e i nemici dei miei amici sono miei nemici, etc
Sembra pero' che questo mio punto di vista sia alquanto impopolare e fuori moda. Sembra che l'onesta' non sia proprio necessaria a quanto dimostra il comportamento di uno dei miei luogotenenti di vecchia data. E' davvero troppo aspettarsi che una persona che dice di volerti bene non ti dica bugie? O ti stia vicino nel momento del bisogno? Mi accontenterei che non mi abbandonasse vendendomi al nemico.
Ma poi mi ricordo che in fondo anche nella vita militare ci sono i mercenari, quelli che si uniscono all'esercito per soldi o opportunita', e i disertori quelli che abbandonano la loro posizione per vigliaccheria o che si arrendono al nemico. Ed e' proprio per questi individui che e' stata creata la CORTE MARZIALE.


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26 marzo 2010

p.s. questo post non ha intenzione di far cambiare opinione a nessuno.

Non è strano che pur essendo l'essere umano l'unica specie animale dotata di coscienza cioè di pensiero di pensiero per chissà quale mutazione genetica, perdiamo così tanto tempo a pensare a dio, a inventare dio o a cercare di indovinare cosa dio potrebbe stare pensando in questo momento?
Nessun altro animale su questo pianeta è in grado di pensiero cosciente. Ciò non significa che gli altri animali non abbiano attività cerebrale ma semplicemente che non pensano di stare pensando... a quanto ne sappiamo noi.
E noi cosa facciamo? Invece di mettere questa "peculiarità" a frutto per la conservazione della specie la sprechiamo (utilizzo il verbo "sprecare" a proposito) per sottomettere noi stessi e il nostro prossimo a regole arbitrarie prive di qualunque fondamento in natura, attribuendole alla volontà di un dio che l'uomo come specie umana ha creato; regole che nella maggior parte dei casi vanno contro qualunque istinto naturale.
Se l'uomo non esistesse, pensate che esisterebbe dio? Noi abbiamo creato dio perchè ne sentivamo il bisogno anche per proteggerci dalla vastità della differenza tra noi e il resto delle specie animale. Ma l'uomo nonostante tutto è ancora a tutti gli effetti semplicemente un'altra specie animale. Geneticamente mutata, va bene, ma comunque di specie animale si tratta.
Usiamo dio perchè siamo in grado di pensare "dio". Se noi non fossimo in grado di pensiero di pensiero, dio non esisterebbe. Se l'uomo non fosse divorato dalla paura dell'ignoto, di quello che ha davanti a sè e dentro la sua mente... dio non esisterebbe. La paura ha creato dio. La paura di comprendere cosa l'uomo è in grado di fare e di raggiungere.
E invece così rimaniamo limitati nel nostro orticello dove coltiviamo l'idea di una divinità superiore e potente per distogliere lo sguardo da quello che siamo noi e da quello che saremmo in grado di fare e di raggiungere.
Quante cose si potrebbero raggiungere se tutte le risorse mentali ed economiche spese a parlare di dio e a combattere in nome di dio venissero impiegate per l'educazione, la ricerca medica, la protezione dell'ambiente. La mente vola al solo pensiero.


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24 marzo 2010

So qual è stato il mio errore.

Se solo sapessi quanto ho imparato la lezione. Quanto ho sbagliato con te, con te che sei la parte migliore di me.
Quella sera a cena da Balans c'è una cosa che non ti ho detto ... nella mia casa sulla spiaggia con un enorme soggiorno e la vetrata che guarda sul mare ci sei tu, vedo te. Ho quest'immagine di te: torno a casa e tu sei lì che mi aspetti, in piedi sulla porta della camera da letto. Appena docciato con solo un asciugamano in vita.
Sei felice di vedermi. Hai le chiavi di casa mia... vuol dire che vieni spesso ma stai tornando da qualche parte, non ti aspettavo. Sono così felice di vederti tra le mie cose, di vederti sorridere per me. Ti vengo incontro camminando piano, ho paura che sia un'allucinazione, wishful thinking, ma sei proprio tu. Ti salto al collo ancora non riesco a credere di essere così fortunata da averti con me... per me. Affondi il viso nei miei capelli e mi abbracci forte, con tutto il corpo come solo tu sai fare. Mi lasci andare sorridi ancora ti inginocchi mi guardi e mi chiedi se ti voglio sposare. Sono in ginocchio anche io. Comincio a piangere, non riesco a fermarmi, ti abbraccio di nuovo. Tu stai ridendo compiaciuto, la tua risata che amo così tanto che mi lascia senza parole, è il suono più bello del mondo. Mi accarezzi i capelli, mi lasci piangere, non mi metti fretta. Con dolcezza mi guidi verso gli sgabelli della cucina. Sì Sì Sì. Ti sposerei mille e mille volte.


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22 marzo 2010

Fate la carità: un'illusione!

oggi non è una buona giornata. Vorrei che lo fosse. Faccio del mio meglio affinchè lo sia. Ho anche preparato il borsone per andare in palestra. Cerco di pensare a quel che di buono c'è nella mia vita. Non lo ignoro.
Ma tutti i problemi pratici meschini schifosi ti si attaccano addosso come sanguisughe richiedendo prezioso tempo e ancora più preziose energie mentale. ANDATE VIA!!!! NON MI INTERESSATE!

La persone che conosco procedono. Evolvono. Trovano la loro collocazione nel mondo. Passano oltre. Altri luoghi, altre spiagge, altri amori, altri amanti. 
Mi passano accanto lasciando qualche ricordo anche se è solo un cenno con la mano. E io? Rimango così a fare la muffa. Mi sento più vecchia della mia età. Più noiosa della mia personalità.
Senza suscitare emozione o passione... in nessuno... neanche in me stessa. Sono diventata invisibile. Neanche allo specchio mi vedo.
Penso a quanto sia brutale rendersi conto che le cose che credevi ti rendevano speciale in realtà erano solo nella tua mente. Detesto la consapevolezza di aver perso quella illusione. L'illusione di avere qualcosa di speciale da dare.

Fate la carità: un'illusione per sopravvivere.


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19 marzo 2010

da oggi

sono un passo piu' vicina ai miei sogni, a come mi vedo forse.
Dopo tre anni in agenzia ho ricevuto un esplicito via libera a cercare nuovi clienti e  nuovi talenti. Adesso dipende solo da me. dalla mia tenacia, dalla mia disciplina, da quanto sono in grado di dedicarmi a questa strada che ho scelto e da quanto desidero fare quello che sto facendo. Per lo meno adesso il fallimento e il successo saranno entrambi miei.
Mi domando se arrivera' anche per me il momento in cui  decidere se piegarmi a un compromesso per soldi, reputazione o semplicemente per manipolare l'opinione degli altri.

La lettura di The Fountainhead di Ayn Rand ha chiarito molti pensieri.
A volte alcuni libri ti toccano su punti sensibili anche se magari non sono scritti particolarmente bene. A volte ci sono dei libri il cui argomento non ti e' particolarmente familiare ma ti commuovono per come sono scritti e per le idee che ci sono dietro.
E poi ci sono quelle rare volte in cui un libro riesce a fare luce su un gomitolo di pensieri che avevi, che stavi cercando di riorganizzare, ordinare e chiarire e come per magia... un libro scritto anni prima della tua nascita, con le sue idee accende una luce e riesce a chiarire a te stesso quello che intendevi. Non posso spiegare The Fountainhead o quello che ha significato per me. Un'esperienza troppo intima per poterla raccontare.
Mi ha fatto capire il tipo di persona che voglio provare a essere...integra, solida, fedele a me stessa. E se questo significhera' allontanare da me le persone che hanno paura delle mie e delle loro idee, di prendere una posizione, di credere in qualcosa, di divergere dalla massa cosi' sia. Preferisco potermi guardare allo specchio da sola che vergognarmi di me stessa in compagnia.

E le persone spesso hanno paura degli altri. Di quello che pensano gli altri. Di deludere gli altri. Di mostrare un'opinione diversa. Siamo pecore che hanno bisogno di perdersi nel gregge. Non voglio perdermi nel gregge. Non voglio essere pecora. Per timore... e scoprire un giorno di non aver vissuto.


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16 marzo 2010

dove sei

dove sei dove sei?
da quando sei partito non ti trovo più. Mi manchi. It's that simple! Da quando hai lasciato Londra... è uscito il sole. Sono quasi tre settimane che non piove. Piove abbastanza sul mio cuore.
Non ti cerco. Non ti voglio disturbare. Non ti voglio mettere in difficoltà. Hai fatto abbastanza per preservare la mia dignità. Ma a volte mi prende un desiderio cosi intenso del tuo sorriso da essere tentata di spaccare qualcosa.
Mi sento impotente. Non posso farci nulla. Non c'è nulla che io possa fare per cambiare la situazione. Per cambiare i miei sentimenti o per cambiare i tuoi. Paradossalmente questa consapevolezza mi garantisce un certo livello di tranquillità interiore. Aspetto. Aspetto che passi. Aspetto il momento in cui non so per quale immenso miracolo il tempo tornerà indietro e tu mi dirai "Torna da me!"
Mi manchi. Così semplice!


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13 marzo 2010

Se non posso godere della tua presenza ...

...tanto vale dedicare quello che ho a un’attività dolorosa tanto quanto osservarti mentre parli.
Scrivere è oltre a te l’unica cosa che mi fa sentire viva. Se non puoi venire ad alleviare questo senso di possibilità inesplorata, solo la letteratura può aiutarmi. Parlare con te è come scrivere. Lo stesso senso di creazione, di vita, di vibrazione. La velocità dello stimolo, la sorpresa della scoperta. Qualcosa di integro, che esisterebbe che io ci fossi o meno. Che mi fa venire voglia di creare e non di distruggere. Nella mia confessione d’intenti e sentimenti ho trovato integrità. La tua reazione è stata un effetto collaterale; anche se avessi saputo in anticipo quale sarebbe stata la tua reazione alle mie parole, le avrei scritte comunque. Per una volta ho la sensazione che la persona a cui sono devota esiste nella realtà ed esisterebbe anche se io non la amassi.
Il mio cuore non è rotto. Un cuore si rompe quando la realtà non corrisponde all’immagine che ne abbiamo. Ma il mio vivere te ha sempre corrisposto alla realtà nel bene e nel male. Nel tuo amarmi o meno. Per questo il mio sentimento per te è più reale di qualunque altra cosa che io abbia mai vissuto, perché tu mi vedi per quella che sono.
Vorrei non dover vivere in un mondo dove non posso amarti. Mi domando se ti riferivi a me… chi è questa pazza che non sapeva quanto fosse fortunata? Vorrei ricordare ogni singola conversazione, ogni singola parola detta, conservare ogni ricordo invece di consegnarli alla polvere. Se tu mi dicessi aspetta io aspetterei. Aspetterei per tutto il tempo che tu ritenessi necessario. Tutto mi sembra gretto inetto inutile. Volgare. C’è il sole a Londra ma è indifferente, senza te è davvero diventata una città di serie B. Senza te è tutto meschino e volgare. Compresa me.
Sorrido perché mi sono innamorata di te. Il contatto del palmo della tua mano silenziosa mentre piangevo ancora brucia, perché in esso c’è tutto il tuo affetto per me e la tua consapevolezza di non poter fare nulla per alleviare la mia sofferenza. Ogni tanto piango ancora. Per me, per gli errori fatti. Perché penso a come sarebbe bella e ricca la vita se potessi condividerla con te. Vado avanti conservando per te una residenza nel mio cuore. Non mi dispiace affatto.


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1 ottobre 2008

Qualcosa si sta stiracchiando dentro di me.

Forse e' anche merito di dieci giorni di bel sole autunnale e di una bellissima giornata passata insieme ai Kew. Di una colazione al sole. Di un'abbiocco sulla metropolitana. Di parole senza senso. Di dita che si sfiorano e poi si ritraggono. Di telefonate timide.
Mi sento come una tartaruga che piano piano comincia a guardarsi, intorno, sbadigliare. Un po' sospettosa all'inizio ma comincio a prendere confidenza.
Sto scoprendo due persone nuove. Io e lui.
Io sono una persona diversa. Una persona nuova e mi piaccio di piu'.
Lui e' diverso. Diverso da tutto quello che ho conosciuto prima. Ogni giorno mi sorprende e mi meraviglia. E per una volta tanto la maledetta dissonanza cognitiva funziona in positivo.
Un modo nuovo di stare insieme. Di prendersi cura uno dell'altra. Con delicatezza. E circospezione.
E mi ritrovo a sorridere e a sospirare senza motivo. Sorrido a me stessa. Sorrido. Mi posso prendere tutto il tempo che voglio. Solo noi sappiamo quello che c'e' dopo. E ci gustiamo l'attesa.
Senza fretta. Per ricompensarci di tutto quello che ci siamo negati per anni.
Ha il sapore delle cose giuste.




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9 luglio 2008

cosa rimane di sacro su questa terra

se tutte le promesse possono essere mancate, se tutte le parole possono essere rimangiate, se tutti i sogni possono essere stracciati e i momenti di estasi valgono quanto i soldi del monopoli?

Nulla rimane intoccabile. Nulla conta. Nulla conta: nessuna parola, nessuna promessa, nessun sogno, nessun messaggio, nessuno sguardo, nessuna carezza, nessun contatto, non i sospiri, non i sussurri o i silenzi. Niente e' reale. Tutto rimane vittima di codicilli non esplicitati. I cuori possono essere rotti senza pensarci due volte come se fossero salvadanai mezzi vuoti.
E io rimango cosi' con due soldi in mano che non sono abbastanza neanche per comprarmi un gelato figuriamoci un cuore nuovo.

E allora forse e' vero alle dichiarazioni d'amore bisognerebbe mettere sempre la data di scadenza, come hai fatto tu.
Peccato che ti fossi dimenticato di dirmelo.




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21 maggio 2008

per anni...

sono vissuta nella certezza che quando ami ma veramente ami qualcuno meno rumore fai e meglio e';
meno rumore fai e piu' sarai amata; 
meno rumore fai e piu' le persone avranno voglia di starti accanto;
meno problemi crei e piu' avrai gente intorno;
meno mostri di avere bisogno degli altri e piu' gli altri ti staranno accanto.

per anni mi sono censurata. stampandomi un sorriso tremulo sulla faccia pensando che quando ami qualcuno devi andare in punta di piedi facendo meno rumore possibile. facendoti notare il meno possibile. facendo finta di essere forte di non avere bisogno di nulla di passare i tuoi inferni personali da sola perche' non ci si fa vedere deboli non si perde la testa non si puo' essere vulnerabili perche' essere vulnerabili quando ami significa venire feriti abbandonati rifiutati.




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2 aprile 2008

Questa e' una monarchia assoluta e illuminata

La gente a cui non sto simpatica dice che sono odiosa e insopportabile.
I miei amici dicono che a volte sono rompipalle e intransigente.
Il mio ex dice che sono una terrorista della dialettica e che per me lo scontro verbale e' uno sport
Ma non e' colpa mia se mi vengono i conati di vomito quando sento persone che parlando usano luoghi comuni, frasi fatte e immagini derivative.
Non sono una schizzinosa, non ho perso il mio accento romano e come tutti i romani cito Febbre da Cavallo per stimolare un sorriso nel mio interlocutore.
Ma mi sfugge il motivo per cui la gente anche nel quotidiano scambio colloquiale debba usare espressioni del tipo "a rotta di collo", "in quattro e quattr'otto", "con le mani in mano" potrei andare avanti per ore.
Siamo tutti colpevoli,
Frasi fatte, sentite e strasentite, usate e abusate che non hanno piu' significato.
Ci si sta atrofizzando il cervello che non riusciamo piu' a trovare combinazioni nuove?
Non so quante pagine nello zingarelli ma credo abbastanza per creare, fare, disfare, inventare distruggere e ricomporre e moltiplicare un linguaggio pigro e stantio..
E allora per lo meno in questo blog da oggi in poi sono bandite le frasi fatte!
Anche perche' il blog e' mio e decido io!




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4 marzo 2008

Il mio blog e' povero,

 non ha video, ha poche immagini, ci viene poca gente, raramente cambia... e a me che me ne importa? E' il mio blog ed e' sicuramente il blog piu' bello del mondo!

Oggi c'e' il sole con molta foschia, non fa freddo, ma per qualche motivo ho pensato che mettersi una maglietta con le maniche a tre quarti fosse una cosa molto intelligente.
Il problema e' che quando scrivo al computer la parte nuda dal gomito al polso e' a contatto con la scrivania fredda!
So' problemi, che ne sapete voi?

Comunque oggi e' una giornata importante!
Che merita una riflessione sul dolore come pratica catartica!
uhm... non ho molto altro da dire a parte questo.
Il dolore ti rende forte, ti rende visionario, ti trasforma in un mistico, ti apre un terzo occhio dove vuoi tu per guardare oltre e attraverso, per lievitare e sorridere e indulgere e tollerare.
Il dolore come la paura ti ricorda che sei vivo, che ami, che senti, che ci sei, che hai qualcosa da perdere e di conseguenza hai qualcosa di cui gioire, qualcosa da proteggere, qualcosa che ti mette in discussione, qualcosa da mettere in discussione.
Qualcosa per cui piangere e di cui essere fiero e gonfiare il petto e aprire la coda.
Qualcosa per cui alzarti la mattina e ballare nudo come un indemoniato al centro del soggiorno di una casa vuota solo perche' lo puoi fare, perche' vuoi sentire piedi, ginocchia, gambe, fianchi, braccia, gomiti, mani collo, testa, muscoli, ossa e tendini e sapere che ci sono e poi uscire di casa e sorridere al primo che ti passa accanto solo perche' non sa che fino un quarto d'ora fa tu ballavi nudo al suono della musica nella tua testa.
E' una giornata importante perche' segna ufficialmente l'inizio di una nuova era della mia vita, una sorta di rito di passaggio, una nuova primavera arrivata un po' in anticipo.
Oggi si inaugura la mia promessa di diventare una donna piu' forte e piu' indipendente, piu' serena e solida e stabile ed equilibrata e sicura e rilassata e avventurosa e aperta.
Riscoprire quella che sono e quella che ero, il chiaro e lo scuro, il riso, il pianto, l'amore, la passione, il ballo, il sole, il mare, la vita, il verde di un campo erboso, il rosso del vino, il marrone del legno, il giallo del polline dei fiori.
Un fiorire e un rifiorire.
E la risposta e' no... non mi sono fatta una canna!
Ma forse quest'anno la primavera e' davvero arrivata un po' in anticipo.




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29 gennaio 2008

La Marchesa di Merteuil al Visconte di Valmont

"Dovete riflettere che una donna, per quanto possa avere una voglia matta di darsi, e mettiamo pure che questa voglia la triboli e l'angustii, bisogna che abbia qualche pretesto di farlo decentemente. E qual pretesto e' migliore di fingere che si ceda alla forza? In quanto a me, ve lo confesso, il sistema che mi piace di piu' e' d'esser presa d'assalto, con una azione a fondo vivace e incalzante, fatta con ordine ma anche con rapidita', che ci eviti la situazione penosa e imbarazzante di dover protestare per un gesto di cui invece approfitteremmo tanto volentieri; che dia un sapore di cosa rubata anche alle carezze che liberamente vi concediamo; che lusinghi insomma con molta accortezza le nostre due passioni predominanti, la gloria d'esserci difese e il piacere della sconfitta."




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28 gennaio 2008

Eppure questa non sono io

rileggo il post, e anche se non stavo mentendo questa non sono io, non sono io. io non sono cosi' e una parte di me si ribella a questa schiavitu'. Alla schiavitu' di chi e' triste e depresso e vorrebbe renderti come loro.
Le persone tristi e depresse, quelle che sono cronicamente tristi e depresse, non quelle che occasionalmente si fanno prendere dallo sconforto, sembrano gioire e trarre piacere nel vedere le persone intorno a loro altrettanto tristi e depresse.
Contro queste persone io mi ribello.
Contro chi non valuta un sorriso.
Contro chi mi guarda come se fossi matta quando sono di buon'umore senza motivo.
Contro chi vorrebbe incatenare e bruciare la mia gioia di vivere.
Contro chi e' sempre di cattivo umore.
Contro chi diffonde energia negativa.

A tutte queste persone faccio una pernacchia.




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28 gennaio 2008

Torno in silenzio,

spero con stile.
Il silenzio di un cuore spezzato,
di occhi di vetro,
di cuore malato,
di campi aridi,
senza acqua e senza sole.
In una giornata in cui vorrei non essere.
In cui questa vita non sembra la mia.
In cui questa vita vorrei che non fosse la mia.

Di rimettersi in piedi ne parliamo domani.




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8 dicembre 2006

e come diceva Proietti

c'ho tarmente tanti cazzi che manco tu che sei pratica l'hai visti mai.
o qualcosa del genere.

New York sembra così bella e così lontana.
Ofelia era rimasta con la veterinaria. Le infermiere si sono prese cura di lei. Ed erano molto contente quando ho telefonato giovedì mattina dicendo che l'aereo faceva ritardo e che quindi non sarei potuta andare a riprenderla fino al giorno dopo.
Due giorni dopo averla riportata a casa, mentre ci stavamo preparando per andare a dormire, comincia a correre spaventatissima per casa, manco l'avesse morsa una tarantola. Tutta la notte a miagolare correndo a nascondersi senza tregua. Le pulci. Si è presa le pulci probabilmente da uno dei gatti che stavano in cura dal veterinario. Le abbiamo dato l'antipulci e abbiamo disinfestato tutta casa.

Purtroppo le condizioni sono peggiorate ulteriormente. Ha cominciato a perdere peso, vomita più spesso, è un po' debole. L'altro ieri l'ho riportata dalla veterinaria. Le ha trovato un'infezione ai denti. Uno dei canini era lento. Andava estratto. Le faceva palesemente male. Data la condizione dei reni l'anestesia era sconsigliata. Quindi le ha dovuto estrarre il dente senza anestesia. Non posso neanche immaginare il dolore. Ora è a casa con me. Me la sono andata a riprendere ieri. é un po' debole ma sembra stare bene. Non vomita più e le è tornato l'appetito. é sotto antibiotici.

Le analisi del sangue continuano a peggiorare. Per fortuna riesce a mangiare e a tenere dentro quello che mangia. Ho deciso di non portarla più dalla veterinaria a meno che non sia strettissimamente necessario. Se davvero non le rimangono molte settimane preferisco che stia con me. Coccolata e serena, voglio evitarle quanto più stress posso. E sarà lei a dirmi quando lasciare andare. Non mi accanirò. Sarà lei a dirmi quando arriverà il momento di andare perchè non ne vale più la pena.

Spero solo che quel momento arrivi il più tardi possibile.

Nota positiva: Ho trovato lavoro. Comincio lunedì.




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8 novembre 2006

e io mi consolo con una torta di mele

che merita, ah se merita. Dietro l'angolo c'e' un posto che fa delle torte di mele spettacolari. Fatte in casa.

Stamattina ho fatto il secondo colloquio in una casa editrice come coordinatrice diritti per i libri per bambini. Penso sia andato bene anche se non penso che mi assumeranno. Per una sola e semplice ragione. Secondo me si sono resi conto che i libri per bambini non sono la mia prima scelta. Comunque per il resto sono perfetta per questo lavoro. Io mi assumerei. E di certo questa e' la cosa piu' importante.

Venerdi' partiamo per New York. Pallidone in questi giorni e' ancora piu' pallido per la paura.
Domani mattina vado a lasciare Ofy dal veterinario. La lasciamo con loro. Un nostro amico si era offerto di fare da cat sitter ma con tutte le medicazioni sto piu' tranquilla se sta dal veterinario. Non e' ideale. Ma niente della sua situazione in finale lo e'. Sembra stare meglio dell'altra settimana.
Ha riscoperto i piaceri di giocare con un gomitolo. Potrei stare a guardarla per ore. Stanotte ha dormito tutta la notte sul mio cuscino. Sembra quasi pensare che se sta con noi niente di male le puo' capitare. Magari fosse vero.

F.




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1 novembre 2006

Ciao a tutti

le novita' purtroppo non sono buone.
Ieri abbiamo ricevuto i risultati delle analisi del sangue. I valori dell'Urea e della Creatinina, praticamente i rifiuti del nostro corpo, contro ogni aspettativa sono peggiorati.
Cio' vuol dire che nonostante la terapia di flebo, medicinali e dieta la malattia progredisce. I reni di Ofelia stan chiudendo bottega. Si tratta solo di rallentare ma non ci sono piu' speranze non solo di guarigione ma neanche di contenimento a lungo termine.
Per il resto lei sembra stare bene. Certo non ha la faccia di un gatto che sta morendo. Mangia anche se poco. Dorme. Gioca. Fa la cacca ed e' molto presente. La veterinaria e' scioccata. Dice che gatti con questi valori renali sono di solito gatti molto malati in fase terminale, sono magri, non riescono a digerire nulla. Mentre Ofelia dal di fuori sembra un gatto piu' o meno normale. Probabilmente e' un caso di insufficienza renale cronica e genetica che andava avanti da un po' di tempo e che si e' resa palese solo nel momento in cui la funzionalita' era ridotta di piu' del 70%. Con questo ritmo di peggioramento una aspettativa di vita realistica varia tra i tre e i sei mesi.
Non posso crederci. Non riesco a rendermi conto la mia piccola Ofelia possa davvero andarsene cosi' presto.




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31 ottobre 2006

Post poco originale.

A grande richiesta un post nuovo. Mi dispiace solamente non poter essere originale. La mia vita in questi giorni gira intorno a due fuochi di cui uno uno caldo e uno freddo. Uno vivo e uno inerte. Come potete immaginare quello caldo e' Ofelia, e quello freddo no... non e' Robert anche se capisco perche' alcuni di voi possano fraintendere. L'altro fuoco a cui mi riferisco e' la ricerca di un lavoro.
Ho scoperto che in finale tutto il mondo e' paese. Anche qui i posti di lavoro vengono dati attraverso amici di amici. E allora le persone di talento come me , perdonate per una volta la mancanza di modestia, ma quanto al mio lavoro glielo metto in quel posto a molte persone, dicevo le persone come me senza contatti di sangue faticano un po' di piu' a trovare un lavoro che non mi faccia sentire che vado a lavoro il lunedi' mattina.
Ma la mia rivincita arrivera' e sara' di dimensioni colossali.
Ora... completato questo argomento, passiamo a cose piu' importanti.
Ofelia.
Sabato pieni di speranze, noi, cacandosi sotto, lei, siamo andati dal veterinario per le analisi.
Culo ha voluto che proprio il campione di sangue con il nome Ofelia sopra si incastrasse nella giostrina del laboratorio di analisi. Morale, le hanno dovuto riprendere il sangue, ieri.
Non e' finita.
Domenica sera l'idiota ha deciso che non ne voleva sapere piu' dei croccantini. Allora le ho dato mezza scatoletta di umido. Se l'e' sbafata in dieci minuti, mezz'ora dopo rimiagolava dalla fame. Non sapevo cosa fare. Stavamo per andare a dormire e per evitare che miagolasse tutta la notte e i vicini chiamassero la protezione animali, le ho dato anche l'altra mezza scatoletta mai pensando che se la sarebbe sfondata in altri dieci minuti netti. Pensi che i gatti siano piu' intelligenti dei cani in queste cose. Ma non lei.
Alle quattro ci siamo svegliati al suono dei suoi conati di vomito. Abbiamo acceso la luce giusto in tempo per assistere a uno spettacolo degno di Linda Blair. Ed eccola li' ricomposta la scatoletta tutta intera. Solo una volta ho visto un essere umano vomitare una tale quantita' di cibo. Un sabato sera sulla metropolitana uno si e' messo in un angolo del vagone, e tra Bank e Liverpool Street penso si sia vomitato a spruzzo pure l'anima. E cosi' Ofelia. Ieri quindi dalla vet per farle l'altra analisi e per darle l'antiacido. Per fortuna che la vet mi ha avvertito che l'antiacido ha un effetto collaterale. Dopo che glielo dai sbava come Cujo per una ventina di secondi.
Stasera le dovrebbe tornare l'appetito. Speriamo.




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sfoglia     maggio       




Il nome del blog

Nilande è l'atollo delle Maldive a ovest di Malè, a nord di Ari, un luogo affascinante che rischia di scomparire sommerso dall'oceano

Aforisma su...

Se la sorte ti è contraria e mancato ti è il successo, smetti di far castelli in aria e corri a piangere sul cesso.

"Il dubbio fa crescere e progredire l'uomo, la certezza lo rende superbo"

"La passione è l'unica cosa che appassiona" Seguelà

"Qualsiasi cosa possiate immaginare di poter fare, fatela" Goethe 

quem diz o que quer, ouve o que nao quer

se conselho fosse bom a gente nao dava, a gente vendia

il ricorso al caso è la misura dell'incapacità dell'uomo di spiegarsi le cose.

 "la danza e' l'espressione verticale di un desiderio orizzontale" G. B. Shaw


I miei libri preferiti in ordine sparso

Guerra e Pace (come ha detto qualcuno "Ammazza che sassata!"), lo sto ancora leggendo ma e' gia' nella top 10

Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marias

La versione di Barney di Mordecai Richler

Il profumo di Patrick Suskind